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Un’arte che mette in relazione figura ed emozione

Nel portfolio di Leda Tagliavini la ricerca attraversa pittura, scultura, ceramica e installazione. Figure, scene quotidiane e colore diventano punti d’accesso a un’esperienza percettiva ed emotiva, maturata tra la formazione a Reggio Emilia e all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

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Pittura, materia e linguaggi in dialogo

La ricerca di Leda Tagliavini si sviluppa attraverso linguaggi diversi, dalla pittura alla scultura, dalla ceramica all’installazione. Il passaggio tra materiali e forme modifica il modo in cui figure, scene quotidiane e colore raggiungono lo spettatore. L’opera non resta soltanto da osservare: può aprire una relazione percettiva ed emotiva, lasciando spazio a interpretazioni personali.

Un percorso tra formazione, mostre e premi

La formazione nell’insegnamento accompagna un percorso artistico documentato da esposizioni in sedi e rassegne dedicate alla grafica, all’arte sacra e alla pittura. A queste esperienze si affiancano riconoscimenti ottenuti in diverse città italiane, tra cui Varese, Milano, Modena, Cremona, Sanremo e La spezia. Abilitata all'insegnamento vincitrice di concorso per l'insegnamento nelle scuole inferiori e superiori Mostra Nazionale di grafica: Santa Maria della Pietà, Cremona Biennale d'Arte Sacra: Reggio Emilia Collettiva di pittura: Sala del '600, Palazzo Re Enzo, Bologna Primo Premio Città di Varese Primo Premio Arte Ottantuno: Milano Primo Premio Modenarte Ottantuno: Modena Oscar della pittura e grafica Europa Ottanta: Cremona Gran Prix des Etrangers: Sanremo Premio alla cultura: La spezia · 2019

Un percorso aperto alla sperimentazione

Nata a Reggio Emilia, Leda Tagliavini si forma all’Istituto Chierici e all’Accademia di Belle Arti di Bologna; oggi lavora a Reggio Emilia come pittrice e scultrice. La sua ricerca procede attraverso campi, temi e materiali sempre rielaborati e personalizzati. La pittura occupa una posizione privilegiata nel presente, senza cancellare il dialogo costruito nel tempo con terracotta, ceramica, intaglio, scultura e installazione.

Guardare prima di interpretare

Per entrare in un’opera si può cominciare da ciò che è concreto: figure, scene quotidiane, campiture di colore, superfici e materiali. Mettere a confronto pittura, terracotta, ceramica, intaglio, scultura e installazione aiuta a capire come la materia modifichi ritmo, distanza e rapporto con lo spazio. Poi arrivano le domande: cosa attira lo sguardo, cosa resta in sospeso, quale emozione prende forma? Non serve imporre una lettura unica: l’esperienza dell’opera può restare aperta e personale.

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Domande per orientarsi nell’opera

Un portfolio artistico non richiede conoscenze specialistiche per essere attraversato. L’osservazione attenta offre già un primo punto di partenza, mentre le domande aiutano a distinguere ciò che si vede dalle associazioni personali.

Da dove cominciare davanti a un’opera che non offre una lettura immediata?

Descrivi ciò che riconosci: una figura, una superficie, un contrasto cromatico, una posizione nello spazio. Prima di cercare un significato, lascia che siano gli elementi visibili a guidare lo sguardo.

La mia interpretazione deve coincidere con quella dell’artista?

No. È utile distinguere gli elementi osservabili dalle emozioni e dalle associazioni che l’opera suscita in te. Una lettura personale può affiancare quella dell’artista senza sostituirla né contraddirla necessariamente.

Cosa posso chiedere quando voglio approfondire un’opera?

Puoi chiedere informazioni sui materiali, sul percorso dell’opera o sul significato che l’ha accompagnata. Una domanda può aprire un approfondimento, senza presupporre che esista una sola spiegazione possibile.

Porta una domanda nel dialogo

Per approfondire il portfolio o rivolgere una domanda all’artista, puoi scrivere a ileanatagliavini3@gmail.com oppure utilizzare telefono e WhatsApp al +393793322792.

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